STRAPPAGLI IL CUORE

Appena arriva il ridicolo personaggio, il bullo chiamato io, arrivano anche i suoi goffi scagnozzi: menzogna, finzione, frivole storie personali, non autenticità, false associazioni mentali, pensieri ossessivi, tossici dialoghi interni, presunzione, imbarazzo, arroganza, vergogna, tristezza, vittimismo, senso di colpa, pesantezza, stress, inquietudine, instabilità, frenesia, apprensione.

Di solito tu riconosci gli scagnozzi ma non il mandante.
Non ti accorgi che appena fai entrare l’io, cioè l’impostore, automaticamente entrano anche i suoi scagnozzi. Di solito ti insegnano – se te la insegnano – la via più lunga, quella più socialmente tollerabile e SPIRITUALMENTE ACCETTABILE, quella del negoziare con i suoi scagnozzi (aspettativa, ansia, stress, scontentezza, sbalzi d’umore).
La via rapida, quella più efficace ma più tosta, consiste nell’affrontare a muso duro il Boss.
Questa via diretta è quella che la gente comune evita poiché è totalmente identificata con l’impostore interiore; difende l’impostore e scende a trattative con i suoi complici.

Quelli che hanno davvero affrontato l’impostore interiore sono pochi.
Pochi hanno il coraggio di mettere in discussione una vita completamente centrata sul loro ego; e se lo fanno, mettono in discussione soltanto alcune parti di loro stessi, quelle meno ingombranti, quelle meno visibili; affrontano gli scagnozzi interiori, e non il mandante, il loro senso dell’io.

Pochi hanno le palle di strappare il cuore della loro identità abituale.
Amore, compassione, fratellanza, umanità… tutte puttanate per evitare di strappare una volta per tutte il cuore del vostro ridicolo personaggio!

(ZeRo)

FOSSA SPIRITUALE

 

Ora è chiaro perché gli esseri realizzati vi dicono che non c’è niente da cercare e che la ricerca è sempre fittizia, immaginaria, superflua, inutile, non necessaria?

 

La ricerca spirituale – come del resto qualsiasi altra attività fisica, emotiva, mentale, spirituale – non è altro che puro intrattenimento, un passatempo.

In realtà non c’è davvero niente da fare, mai!

 

Ignara di ciò, ignara – in apparenza – della Verità, la Pura Coscienza decide quindi di ‘fingere’ di essersi persa, di dover ricercare qualcosa (se stessa), di dover fare qualcosa, di dover arrivare da qualche parte e infine di dover ritornare al punto di partenza.

 

Livelli, raggiungimenti, meriti, pratiche, tecniche, soglie… E poi ‘Urrà!’. L’impressione di essere arrivati a capolinea, l’impressione di aver finito la ricerca. Ma la ricerca non ha mai avuto luogo, se non nella mente del ricercatore – anch’esso immaginario.

 

Questo è il Gioco Cosmico.

 

Uno stravagante viaggio di andata e ritorno, un trip psichedelico… un sogno.

Quando vi trovate in quella buca avvertite l’impressione che la ricerca è necessaria, sensata, utile, benefica, evolutiva, metafisica, trascendentale.

Sentite l’impellenza di scavare ancora e ancora, cioè di ricercare ancora e ancora. Diventa quasi un’ossessione, una dipendenza, qualcosa a cui non riuscite più a rinunciare: è diventata troppo importante, quasi vitale.

Bene, non allarmatevi, ci cadono tutti.

Non tentate di reprimere quell’esigenza. Finché vi è un forte stato di identificazione non conviene resistere al bisogno di ricercare, di praticare, di comprendere.

Assecondate con prudenza la ricerca, continuate a praticare, a seguire le istruzioni e gli insegnamenti. Quando l’identificazione si allenta vedrete che le cose cambieranno gradualmente. Riceverete degli insegnamenti nuovi, adeguati al vostro livello di autoconsapevolezza.

Non abbiate fretta di concludere la ricerca (immaginaria) e di uscire a una buca (altrettanto immaginaria).

 

P.S.

Un essere autorealizzato è semplicemente qualcuno che vi fa risparmiare tempo… il tempo passato a girare in tondo all’interno della vostra buca.

 

SMETTILA DI RACCONTARE LA TUA STORIA PERSONALE

Recentemente, mi è stato chiesto ancora una volta di condividere la mia storia … e ancora una volta ho declinato l’invito.
Buone ragioni: vedi, è proprio questa costante creazione e mantenimento, narrazione e ri-narrazione, lucidatura e levigatura della storia personale che mantiene vivo il senso dell’io.
L’ego si mantiene vivo con la storia personale che ci raccontiamo o che raccontiamo agli altri.
Parlare costantemente di sé, delle proprie esperienze e delle difficoltà che hai avuto, del percorso che ha seguito, le ferite che hai subito e così via, non fa altro che rafforzare il senso dell’io.
L’invito qui è proprio quello di smettere di raccontare la tua storia personale.
Non importa chi sei, cosa hai fatto, quanto hai sofferto, quali imprese hai compiuto, quanto sei premuroso, quanto sei altruista, quanto sei speciale, quanto sei spirituale.
Tutta quella roba è la merda dell’ego!
Tutta quella roba è il carburante della tua vanitosa storia personale. Sì, anche il capitolo ‘esperienze spirituali’ fa parte della vanitosa storia dell’ego.
Quando il senso dell’io scompare, allora questa storia intensamente emozionante e profondamente amata, questa finzione che ci rende chi pensiamo di essere, viene davvero vista come un racconto molto superficiale e mal raccontato, ed è abbandonato senza titubanza.

Quando il senso dell’io svanisce, la storia si interrompe, finisce e al contempo si realizza che non è mai cominciata.

A quel punto la storia personale comincia automaticamente a sgretolarsi nell’etere, nell’aria sottile da cui proveniva.

Questo è l’invito al Risveglio: lasciar sgretolare la tua storia personale; lasciar sfumare la tua avventura spirituale; lasciare cadere questo costante sostenimento della credenza in te stesso come un sé individuale separato.
E così facendo, lasciando sfumare la storia personale e la storia collettiva che ti interconnette agli altri ‘io’, ciò che sei veramente emergerà dall’oscurità in cui hai vissuto finora e brillerà in tutto il suo splendore.

(David Carse – Perfect, Brilliant, Stillness)

PER CHI STAI LAVORANDO?

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Sai per chi stai davvero lavorando?
Non per la tua azienda, non per il tuo datore di lavoro, non per la società, non per la tua famiglia, non per il tuo bene, non per il bene degli altri, non per la tua vita, non per la tua evoluzione spirituale.
Stai lavorando per l’io!
Sei un dannato dipendente dell’ego.
Sei un suo miserevole impiegato.
Sei un fottuto agente del suo Sistema.
Hai quasi sempre lavorato per lui e non te ne sei mai accorto.
Che ne dici di darci un taglio?!
Che ne dici di licenziarti?!

Occhio che se smetti di lavorare con lui, verrai automaticamente tagliato fuori dal suo ridicolo circolo (sociale, spirituale), verrai mal visto dai suoi affezionati dipendenti, che sarebbe a dire il 90% dell’umanità.
Sei disposto a correre il rischio?
In tal caso ti servirà un’incalcolabile quantità di forza interiore, lucidità, disincanto.

 

GUASTAFESTE INTERIORE

 

Risposta ad un lettore della mia trilogia:

 

Ciao xxx,

Da come scrivi non sembri avere grosse difficoltà comunicative, anzi sembri più colto di me.

E a proposito di difficoltà, il sottoscritto è dislessico, tanto per intenderci, ma ciò non mi ha impedito di conseguire importanti realizzazioni – non tanto sul piano superficiale (mondano-esteriore-sociale-collettivo) quanto piuttosto sul piano profondo-interiore. Tornando a te, andiamo per gradi.

 

1) La visualizzazione creativa non è un prerequisito al tipo di percorso da me suggerito, anzi in un certo senso io spingo nella direzione opposta, verso il disincanto da qualsiasi fenomeno interiore (immaginativo) o esteriore. Tant’è che la seconda trilogia che sto scrivendo si intitola proprio ‘ Mente Vuota in Corpo Pieno’.

Questo si riaggancia al tuo discorso sulla ‘mente piena’.

2) La mente, allo stato naturale, non dovrebbe essere ricca di immagini mentali, trovate geniali, intuizioni, focus, concentrazione, prontezza mnemonica, abilità retorica. Ciò che tu consideri una mente normale (e quindi sana), viene da me considerata una mente malsana. Chiamo questa mente ‘mente ordinaria’ e con ordinaria intendo dire che corrisponde all”intelletto della gran parte dell’umanità o quello che vorrebbe avere gran parte dell’umanità. Molti vogliono aumentare il loro Q.I. e sperano che così facendo potranno comprendere meglio il senso della vita. Non si accorgono che ciò che sta velando la semplice verità è proprio la loro complessa ed elevata intellettualità.

E questo si riaggancia all’altro punto, la comprensione dei miei contenuti.

 

3) Ciò che scrivo non è per un pubblico qualsiasi. È rivolto a coloro che vogliono uscire dalla gabbia mentale e non a quelli che vogliono arricchire il loro archivio mentale.

La via da me indicata è una via di sottrazione, non di addizione.

Non tento di potenziare l’intelletto, ma di indebolirlo.

Non cerco di dare, ma di togliere.

Non cerco di portare qualcuno all’illuminazione, cerco di arrestarlo dall’idea di doversi illuminare.

Non voglio aiutare le persone ad integrarsi nella società, voglio disintegrarle entrambe dall’interno (sia le persone che la società).

Non tento di rianimare la tua vita intellettiva, ma di togliere la spina dell’intelletto.

Non desidero rendere la vita altrui più soddisfacente, desidero enfatizzarne l’insoddisfazione fino a quando la frustrazione non diventa tale da spingere qualcuno a fare un vero passo fuori dalla zona di comfort della mente ordinaria.

Non cerco di aumentare l’autostima delle persone, ma di accentuare un’autoconsapevolezza e una lucidità spietata, priva di stima di sé.

Non ti invito ad amare, ti invito ad odiare: odiare la tua vita, odiare i tuoi pensieri, odiare i tuoi desideri, odiare il mondo, odiare il tuo io.

 

4) Il punto che tu sia rassegnato è una buona notizia, vuol dire che una parte di te, quella che hai sempre sedato, vuole ribaltare la situazione. Ma probabilmente, anzi sicuramente, non ribalterà la situazione nel modo in cui tu credi, speri, sogni, desideri. Se dai libero sfogo a quella parte frustrata ma autentica di te – non quella intellettuale, filantropa, etc – essa tenterà di capovolgere tutto il tuo sistema cognitivo, le tue convinzioni, le tue certezze, le tue relazioni.

Questa, a mio avviso, è la parte più interessante di te, quella che non sa rapportarsi alla società, quella che non riesce a sostenere una conversazione ordinaria, quella che ti imbarazza di fronte agli amici, quella che ti delude in continuazione, quella che rovina i tuoi piani, distrugge i tuoi sogni, deturpa le tue fantasie, quella che sfigura il tuo ridicolo personaggio sociale, quella che ti fa apparire come un ‘handicappato’ sociale (passami il termine).

Questa parte, quella che tu trovi deludente, io trovo che sia la parte migliore di te, quella che vuole davvero ridestarsi dal sogno planetario. È questo guastafeste interiore che ti ha spinto a scrivermi ed è proprio con questo guastafeste interiore che devi imparare a convivere se vuoi comprendere i miei messaggi. Questo guastafeste è un piccolo bastardo che assomiglia a Tyler Durden, il personaggio di Fight Club, con la differenza che anziché bombardare il sistema sociale, sta tentando di bombardare il tuo sistema cognitivo, il tuo sistema emotivo, il tuo sistema nervoso; sta tentando di radere al suolo la tua vita, sta tentando di ucciderti (metaforicamente) e indovina per chi faccio il tifo?

Ovviamente faccio il tifo per lui, il tuo guastafeste interiore, poiché so che in verità quel piccolo bastardo vuole soltanto uccidere il tuo io, il ridicolo personaggio con cui sei identificato. Non  sopportando più le menzogne con cui hai avvelenato la tua esistenza, è disposto a far saltare tutto in aria.

Ma in fondo non è davvero bastardo come sembra. Semplicemente non sopporta le illusioni, tutto qui.

Ciò che il tuo intelletto trovo allettante, lui lo trova stomachevole. Ed ha ragione; la finzione con cui ti sei circondato davvero è ripugnante. È una fogna. Lui, il guastafeste, ha soltanto sentito la puzza e cerca di farti notare che la vita ideale sognata dall’uomo ordinario è una gran fogna.

 

Come vedi non so se posso esserti utile. Non ho un approccio improntato all’auto-aiuto, ma un approccio improntato all’auto-distruzione.

Mi chiedi un consiglio sull’atteggiamento da tenere e – visto che ci tieni – ti posso dire che il tuo approccio è l’opposto del mio. Mi chiedi qualcosa per alleviare il problema, tecniche ed esercizi… ma l’unica cosa che posso consigliarti è di non alleviare il problema, anzi di convivere lucidamente con il disagio e di trattarlo da alleato – invece di trattarlo da nemico.

Posso consigliarti di versarti addosso litri di acido così da dissolvere i tuoi castelli in aria oppure posso consigliarti di dare fuoco a tutte le tue credenze.

Vuoi un antidoto? Uno di quelli potenti?

Rompere i tuoi dannati tuoi incantesimi. Ti assicuro che, se applicato correttamente, funziona con certezza matematica.

Per quanto invece riguarda tutto il resto, auto-aiuto, miglioramento personale, risoluzione dei problemi, non ho niente da consigliarti. Là fuori il mondo è pieno di saputelli sul miglioramento e sulla crescita personale.

 

Detto ciò.

Auguro la morte del tuo ridicolo personaggio.

Soprattutto spero che il guastafeste interiore distrugga quanto prima tutti i tuoi sogni nel cassetto e che bruci tutto l’armadio mentale in cui sono contenuti quei sogni.

 

Un abbraccio dal tuo guastafeste esteriore.

CORPO = INVOLTINO DI MERDA

In onore dei vecchi tempi in cui sfiguravo con giubilo il vostro ridicolo personaggio, riscrivo un post pieno di acidità.
Astenersi dalla lettura e dai commenti i ridicoli personaggi
(… chi mi segue a un po’ sa di cosa sto parlando).

Il tuo corpo non è il tempio dell’anima o dello spirito.
Il tuo corpo non ha niente di sacro, speciale, spirituale.
Il tuo corpo è soltanto un involtino ripieno di merda che scorre nell’intestino.
Questa è la principale funzione del tuo caro corpo: contenere merda e trasportare merda!

Purificare il tuo corpo non vuol dire purificare un tempio sacro ma purificare un cesso…

Dedicheresti la tua vita ad abbellire un water?
Consideri sacra la tavoletta del tuo water?
Consideri spirituale la carta igienica?
Consideri spirituale il rituale di pulirti il culo?

Ecco, la stessa cosa vale per il tuo corpo. Qualsiasi rituale ‘sacro’ o rituale di pulizia spirituale tu creda di compiere con il tuo corpo è tanto sacro quanto il rituale di pulirsi il culo.

RISVEGLIO DAL SOGNO PLANETARIO (EBOOK IN INGLESE, GRATUITO)

Ho tradotto il primo volume della mia trilogia, ma a differenza del volume origina (italiano), questa versione (inglese) contiene la metà dei capitoli (20 capitoli invece di 40).

In compenso la versione inglese (in pdf) è gratuita.

La potete trovare in questo link: https://truthrightinyourface.blogspot.com/2019/02/awakening-from-planetary-dream-firts.html