EGO-LOCALIZZATORE

Il senso dell’io è come un normale meccanismo di eco-localizzazione, con il piccolo inconveniente che non c’è nessuno da localizzare.

Definisco EGO-localizzatore il generatore del senso dell’io; il generatore di quell’impressione – o quella serie di impressioni – che vivi tutti i giorni e che ti fa dire

“IO SONO IN QUESTO CCORPO”,

‘IO MI TROVO IN QUESTO MONDO’,

‘IO SONO GIANNI… IO SONO LUISA…’,

‘IO SONO BUONA, EDUCATA, SPECIALE, SPIRITUALE’, ‘IO DEVO FARE… IO DEVO REALIZZARE…’,

‘IO DEVO ANDARE… IO  DEVO RICERCARE… IO DEVO RAGGIUNGERE… IO DEVO ARRIVARE A…’

Quegli impulsi incessanti sono dovuti all’EGO-Localizzatore che rimbomba nella tua testa.

Non fidarti del tuo EGO-localizzatore; la localizzazione segnalata dal tuo intelletto non è reale, è un falso segnale, è un’illusione sensoriale, uno scherzo della natura.

Guardalo bene, osservalo a fondo, e vedrai che esso in effetti non rileva niente.

L’EGO-localizzatore non rileva niente di rilevante!

Lascia che l’EGO-localizzatore continui a suonare a vuoto, non ascoltarlo, non allarmarti al suono del suo allarme, non seguire i suoi segnali.

Non alimentarlo con la tua attenzione, non fornirgli la tua energia, non sprecare il tuo tempo ad ascoltarlo., analizzarlo, rielaborarlo, valutarlo, giudicarlo.

Trattalo come un gps sballato, un sistema fallimentare, un congegno inutile, un mezzo inconcludente.

IL SE’ FANTASMA

di D. Icke

Il modo più efficace per approfondire i misteri della vita è prendere tutto quello che ci hanno sempre detto e semplicemente ribaltarlo.

Ribaltare la ‘realtà’ come viene normalmente percepita e accettata.

Il mondo è un Alcatraz planetario e tutta la società umana è una fasulla e simulata realtà ‘informatica che la gente considera ‘reale’.

Voi non siete affatto quel ‘voi’ che credete di essere, quell’io per il quale siete stati manipolati e programmati nell’interesse della prigione globale.

solo quando si inizia a emergere dal Sé Fantasma ci si rende conto che la Terra stessa era una prigione. Il Sé Fantasma è una costruzione, un prodotto della percezione ordinaria. L’inganno si basa sull’installare nella mente delle persone il convincimento che il Sé Fantasma è ciò che esse sono realmente. E’ da lì che deriva tutto il resto. Le definizioni del termine ‘fantasma’ esprimono alla perfezione l’essenza del Sé Fantasma: “Qualcosa di apparentemente visto, udito o percepito ma non fisicamente reale”; “Un’immagine che appare soltanto nella mente; un’allucinazione”; “Immaginario o inesistente, spesso destinato a scopi ingannevoli”; “Creduto reale sebbene illusorio”.

Il Sé Fantasma è un’autoidentità downloadata [download: trasferimento di dati da un sistema a un altro]; è il nome di una persona, il suo Paese di provenienza, la razza, la cultura, il sistema di credenze religiose/scientifiche, la storia personale, il sistema educativo-massmediatico. Queste fonti informative e percettive impongono alle persone il senso di ciò che credono di essere. L’attenzione dell’individuo viene concentrata quasi esclusivamente sui cinque sensi per isolarlo dalle intuizioni, dalla conoscenza e dalla consapevolezza espansa del Sé Infinito, in grado di vedere, percepire e comprendere ciò che il Sé Fantasma non può. Il Sé Infinito ci parla attraverso l’intuito e la conoscenza, uno stato di consapevolezza che va al di là del pensiero e delle limitate percezioni sensoriali. Se perdiamo il contatto con il nostro Sé Infinito, ci ritroviamo isolati nel Sé Fantasma, e la nostra unica fonte di informazioni e intuizioni con cui farci un’idea del mondo rimane il Sistema, rappresentato dal sistema educativo, politico, scientifico e da altre istituzioni  che popolano l’iper-controllata realtà sensoriale. Per essere in questo mondo, ma non completamente del mondo (in termini di percezione della realtà), dobbiamo rimanere connessi con il nostro Sé Infinito; invece, nella stragrande maggioranza dei casi gli individui vengono manipolati affinché rimangano isolati all’interno di una bolla di limitata consapevolezza basata sul senso dell’io (Sé Fantasma). Una volta presi in trappola, costoro vivono una falsa identità che li rinchiude saldamente dentro una prigione percettiva dominata dal ‘piccolo io’, dal senso di mancanza, impotenza e da una vita di limitazioni. Quando siamo connessi al nostro Sé Infinito vediamo il mondo per ciò che è.

Nel momento in cui perdiamo questa connessione smettiamo di vedere il mondo per quello che è e vediamo il mondo per come ci dicono che sia. I regni del Sé Infinito vengono oscurati dalla mente miope e ristretta (rigida struttura Corpo-Intelletto).

Noi non siamo il nostro Sé Fantasma; esso è semplicemente ciò che stiamo sperimentando in stato di identificazione con un preciso sistema informativo (sistema cognitivo, sistema di credenze, sistema di pensiero fatto di concetti limitanti, paure).

Confondere le due cose (ed essere manipolati a farlo) è il fondamento su cui si basano le limitazioni della percezione abituale del ‘piccolo io’ (ciò che la gente crede di essere). La Consapevolezza infinita può essere paragonata a un oceano, e la consapevolezza ristretta/sensoriale – basata esclusivamente sui cinque sensi – alla cresta di un’onda o a un punto di attenzione all’interno di quello stesso oceano. Quando la consapevolezza sensoriale del piccolo io perde il contatto con l’oceano e agisce in modo isolato, ecco che il Sé Fantasma prende il sopravvento.

Tutto dipende dalla percezione, ed è proprio dalla percezione che derivano ogni tipo di comportamento e ciò che facciamo o non facciamo.

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La conoscenza sarebbe ‘la somma o l’insieme di ciò che è stato percepito, scoperto o appreso’, ma quanto di ciò che le persone definiscono la propria conoscenza è stato acquisito di prima mano in base alle proprie ricerche ed esperienze?

Ben poco, in effetti direi nulla, nella maggior parte dei casi. La gente perlopiù percepisce ciò che le viene detto di percepire, scopre ciò che è stato scoperto e impara ciò che le viene detto0 di memorizzare. Se chiedete alle persone qualcosa riguardo a presunti fatti o verità, vi risponderanno che l’hanno ‘imparato a scuola’ o all’università; e tuttavia è il Sistema a decidere e ad imporre cosa può essere insegnato e cosa dev’essere soppresso e ignorato, cosa deve essere vero e cosa deve essere falso.

Per la maggior parte della gente, l’esplorazione di sé e della realtà è ben lungi dall’essere una priorità.

Chi sono io?

Spesso questa è l’ultima domanda che ci si pone – e non la prima come invece dovrebbe essere – per lasciare ampiamente il posto a interrogativi considerati ‘essenziali’, del tipo: Quale vestito mi devo mettere? Quale cellulare devo comprare? Come posso fare un sacco di soldi? Chi sposerò? Dove vado sabato sera?

Non dico che questi argomenti siano da accantonare ma in assenza di una prospettiva più ampia la nostra visione periferica può bloccarsi facendoci perdere la capacità di vedere le cose per come stanno.

Nel libro 1984, George Orwell scrisse: “Il football, la birra e soprattutto il gioco completavano l’orizzonte dei loro cervelli. Mantenere uno stretto controllo su di essi era facilissimo”.

L’umanità sta affogando nella confusione, nello sconcerto e nel caos perché non comprende la vera natura del mondo e come interagire con esso e le altre persone, e inoltre non sa che siamo noi a creare la nostra realtà, bella o brutta che sia. E’ bizzarro che molti studenti venga insegnata cos’è l’acqua (la sua struttura chimica, etc), e che tuttavia essi possano trascorrere una vita intera senza riflettere un granché sulla realtà in se stessa. In questo modo affidano la propri percezione al Sé Fantasma; così facendo, passano attraverso l’esistenza in uno stato di sonnambulismo, credendo invece di essere pienamente svegli, e osservano il mondo con gli occhi bendati, credendo invece di riuscire a vedere.

Il termine sonnambulismo è significativo perché il Sé Fantasma vive (si fa per dire) nel subconscio e governa il comportamento, le abitudini, le reazioni e le percezioni consce di cui la gente crede erroneamente di essere artefice. Tutte le esperienze vengono pregiudicate dal Sé Fantasma, da quella parte che si trova (nascosta) nella zona più profonda del vostro cervello.

Quindi cos’ il Sé Fantasma?

Un programma.

In effetti, un programma costituito da un’infinità di sotto programmi; le nostre tendenze o i nostri caratteristici tratti psicologici, emotivi, comportamentali.

Questo non significa che noi – Il  Sé Infinito – siamo dei programmi, ma soltanto che la percezione fantasma (quella abituale) che abbiamo di noi stessi e della realtà che ci circonda è basata su un programma (cognitivo) che domina ciò che pensiamo, proviamo, sosteniamo, amiamo, odiamo.

I vari Sé Fantasma vengono programmati per programmare altri Sé Fantasma. I bambini giungono in questa realtà dotati del potenziale per esprimere la consapevolezza espansa del Sé Infinito, ma immediatamente i genitori, a loro volta programmatori programmati, trasferiscono nei figli le proprie percezioni-fantasma (allucinazioni). Dietro quest’azione ci sono perlopiù buone intenzioni, o almeno percepite come tali: ma percepite da chi?

Dal Sé fantasma.

Jim Morrison disse: “Quando gli altri ci chiedono di diventare come vogliono loro, ci costringono a distruggere il nostro vero carattere. E’ una sottile forma di assassinio. I genitori e i parenti più amorevoli compiono quest’omicidio col sorriso sulle labbra”.

In questo modo i sé Fantasma di una generazione programmano i sé fantasma di quella successiva. E’ una macchina programmatrice (Il Sistema) incessantemente in movimento e coloro che vengono catturati nella sua illusione sistematica credono di pensare i propri pensieri e percepire le proprie percezioni. Ma non è così. Alla fine si scopre che ciò in cui credono e che percepiscono è puramente una ripetizione di ciò che hanno sentito da qualcun altro: un insegnante, uno speaker, un giornalista, un politico, uno scienziato, un medico, un parente.

Il Sistema parla e i suoi programmatori (inconsapevoli) non fanno altro che replicare i suoi programmi ciechi e acritici, riproducendoli generazione dopo generazione. Da questa ripetizione collettiva nasce il mondo del ‘lo sanno tutti che le cose stanno così’.

Così ogni facoltà percettiva che consentiva di vedere oltre la programmazione mentale individuale/collettiva ora se n’é andata; se n’é andata l’abilità di poter vedere oltre l’ipnosi che coinvolgeva un po’ tutti (dal singolo individuo, alla famiglia, alla comunità, alla popolazione mondiale). Se n’é andata anche la facoltà di poter vedere oltre la ridotta percezione dei cinque sensi.

Adesso tu, senza questa facoltà di vedere oltre i programmi familiari/sociali/politici/finanziari/scolastici/religiosi, sei diventato il programma stesso.

Il Sistema, per sopravvivere, esige la ripetizione di ‘programmi’ (codici sociali, politici, culturali, relazionali, mentali) con cui garantire l’obbedienza percettiva e l’assenza di consapevolezza individuale. Eppure le cose potrebbero andare diversamente se la gente coltivasse le proprie percezioni e smettesse di obbedire al ‘Sistema Percettivo’ vigente.

Questa confusione è praticamente universale a causa del modo in cui la mente umana collettiva è stata sabotata, manipolata e strutturata. Per chi ha occhi per vedere e una mente che rifiuta di lasciarsi programmare, questo processo (downloadare/scaricare e riprodurre la Menzogna) è più che evidente; ed è proprio l’esserne consapevoli a far sì che le sue nebbie si diradino.

Jonathan Swift già nel XVIII secolo disse queste parole: ‘Quando un vero genio appare in questo mondo, lo si può riconoscere dal fatto che gli idioti sono tutti coalizzati contro di lui’.

In altre parole quando un individuo dalla consapevolezza espansa appare in questo mondo, lo si può riconoscere dal fatto che tutti i Sé Fantasma sono coalizzati contro di lui.

 

 

GABBIE MENTALI

 

articolo di Paolo Marrone

tratto dal suo blog: https://www.campoquantico.it/la-regola-delle-gabbie-concentriche/

Che ci piaccia o no, viviamo all’interno di una gabbia mentale. Ma come è fatta questa gabbia? Come la costruiamo? E come possiamo uscirne? E se ti dicessi che ce ne sono tante, di gabbie, forse infinite, una dentro l’altra?

“Ti trovi all’interno di un circolo vizioso nel quale sei
costantemente immerso. Credi di essere separato dal Tutto, e di
conseguenza crei costantemente dal nulla un mondo duale,
apparentemente separato da te, a immagine e somiglianza della tua
errata credenza. Contemporaneamente osservi la tua creazione,
dimenticando di esserne il creatore, cadendo nell’illusione che ciò
che vedi sia la realtà. La tua osservazione rafforza le tue credenze,
dandoti l’illusione di essere nel giusto nel ritenere che ciò di cui
fai esperienza esista davvero. E così via, sempre più giù, in un
circolo senza fine. Sei precipitato così in profondità nelle spire
della tua illusione che non riesci più a percepire nemmeno il
lontano riflesso del luogo di luce da cui provieni.”

Queste sono le parole con le quali il Maestro, ne “Il monaco che non aveva un passato” mi spiega in quale modo sono caduto nelle spirali profonde di un circolo senza fine, così in basso che non posso più percepire il luogo di luce da cui provengo.
Perché ho scelto di iniziare il mio articolo con queste parole? Se la analizziamo attentamente, in quella frase il Maestro ci rivela in modo straordinariamente efficace la nostra condizione di esseri ‘dormienti’, immersi in una spirale di illusioni apparentemente senza fine.

Mi spiego meglio.

Quelle spire sono di fatto delle mura mentali che ci circondano, veri e propri confini che delimitano il nostro mondo.
Ehi, aspetta Paolo, cosa diavolo intendi per “Confini che delimitano il mondo?” Tranquilli, stiamo per arrivarci.

Partiamo da un concetto abbastanza semplice: affinché qualcosa possa essere percepita, deve necessariamente essere separata o separabile dal tutto. In altre parole, qualsiasi cosa per esistere deve essere delimitata da precisi confini, al di fuori dei quali esiste tutto ciò che ‘non è‘ la cosa che stiamo osservando. Non possiamo percepire un oggetto bianco in un mondo bianco, a meno che disegniamo dei confini colorati che lo delimitano.

Questo vale per un oggetto, per il nostro corpo, ma anche di conseguenza per l’intero mondo in cui viviamo. Quando parlo di mondo parlo di tutto ciò che può esistere per noi e di conseguenza di tutto ciò che possiamo percepire, e di cui quindi possiamo fare esperienza.

Ma l’Universo non ha confini, direte voi. Potenzialmente sì, ma nel concreto le cose sono un po’ diverse da come le immaginiamo (o da come ce le hanno raccontate). Partiamo dal presupposto che, in base ai principi della fisica quantistica, esiste solo ciò di cui possiamo fare esperienza, per il semplice motivo che siamo noi a crearlo, per la regola secondo la quale nulla può esistere senza che esista un Osservatore e un’Osservazione. E’ chiaro quindi che, riprendendo ciò che ho scritto in quest’altro articolo, in ogni istante esiste solo ciò che la nostra Coscienza puo’ percepire.

Quello allora è il nostro mondo, immerso in un infinito potenziale quantico, nel quale tutto è possibile, ma nel quale accade solo ciò che siamo in grado di concepire e percepire. Le mura allora esistono, e sono composte da quello che crediamo possibile. Quello che, in altre parole, crediamo sia la Verità.

Ecco, stiamo arrivando al punto, non mollare sul più bello.

Quelle mura sono costruite nient’altro che con la nostra concezione di quello che è possibile e quello che non è possibile fare in questo mondo. Quelle mura sono fatte delle nostre credenze, o meglio, delle verità in cui crediamo.

Uhm… approfondiamo questa storia della verità. Se abbiamo il coraggio di andare fino in fondo in questo ragionamento, possiamo capire finalmente cosa intendeva il Maestro con quelle “…spire di un circolo senza fine“.
Perché senza fine? In fondo, direte voi, se faccio un lavoro di crescita abbastanza intenso e lungo, alla fine riuscirò a rompere quelle mura, e uscire finalmente da quella gabbia.

E’ proprio qui il problema. Non c’è una via di uscita, o almeno non nella direzione in cui stiamo cercando. Seguitemi bene: se quella gabbia mentale è composta dalle nostre credenze, quindi dalle verità che crediamo vere, allora non c’è modo di uscirne attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze. Qualsiasi nuova verità che penseremo di aver scoperto non sarà altro che un ennesimo muro che tireremo su a delimitare il mondo in cui crediamo. Ecco quali sono le spire di cui parla il Maestro, ed ecco quali sono le ‘gabbie concentriche’ di cui parlo nel titolo di questo post.

La rottura della gabbia mentale non può avvenire attraverso la scoperta di nuove verità. Queste non faranno altro che ergere nuove mura intorno a noi, a delimitare un nuovo mondo in cui credere.

Lo dico in un altro modo:

Nel momento in cui accettiamo nuove credenze come vere, in quanto esseri divini le rendiamo reali nella nostra vita. A quel punto le osserviamo e diciamo ‘Vedi? Ecco la Verità”, non sapendo che ne facciamo esperienza solo perché le abbiamo create credendole vere…

E così via, sempre più giù, in un circolo senza fine…” per dirla con le parole del Maestro.

Come uscirne allora? La strada non è quella ‘verso l’esterno‘, cioè verso l’acquisizione di nuove conoscenze, perché dopo qualsiasi muro che abbatteremo troveremo sempre un altro muro che noi stessi ergeremo attraverso le nostre nuove credenze.

E allora, cosa fare?
E se ti dicessi che l’unica strada è quella di rimettere in discussione tutto ciò che credi di sapere? Ce l’hai il coraggio di farlo? Perché ci vuole davvero coraggio, ma è l’unica via per abbattere le mura che ci tengono prigionieri. Dobbiamo smantellare le false credenze che tengono oscurata la nostra vera natura, per scoprire Chi Siamo veramente.

L’unica via di uscita quindi è quella ‘verso l’interno‘, seguendo la strada che ci porterà a cercare la verità nell’unico posto in cui può essere, e cioè dentro di noi. Anzi, come mi disse il Maestro, l’unica via d’uscita è comprendere che noi siamo la Verità. Non c’è nessuna verità da raggiungere là fuori, se non la consapevolezza di essere immensi, gli unici e soli creatori dell’intero mondo che percepiamo, mura comprese.

Paolo Marrone

REALITY TRANSURFING… QUALCHE DRITTA

Di seguito trovate qualche suggerimento pratico per applicare facilmente i principi del transurfing.

🙏

abbassamento dell’importanza—> ribaltamento dello scenario —>affidamento alla corrente —> aggancio della variante preferenziale

.

 

se fa cantare la tua anima è ok

Passa da ricettore a trasmettitore:
i pendoli sono una nostra costruzione e quando li giudichiamo noi tendenzialmente siamo ricevitori dei nostri prodotti
Prestandogli attenzione li rendi reali nel tuo strato di mondo… ti fai assorbire dallo specchio
Se invece continui ad essere trasmettitore (dell’ideale) la questione non si pone.

quando desideri ardentemente qualcosa contemporaneamente esprimi fortemente il senso che ti manca, che non ce l’hai… sebbene essa continui a manifestarsi

Quando sei rilassato, attento e curioso è probabile che ti imbatti in quelle porte che fanno scivolare sempre più nella variante adiacente più affine (giusta per te)…
ogni variante ha tante comparse che partecipano

Non c’è un “uscire” da un pendolo, solo un abbassarne l’importanza (sposta l’attenzione, non dargli credito o mantenerlo vivo) finchè si estingue da solo

sei sull’onda godendoti la surfata o sdraiato sulla spiaggia sentendo il sogno si sovrappone alla realtà  (il tuo fine già realizzato)

il diventare consapevole del riflesso automatico ne stacca la spina. A quel punto riprogrammi la diapositiva viziata… fai (senza sforzo) soffiare il vento nella tua direzione

muoviti internamente attendendo comodamente (come su una poltrona) i segni esterni… alla loro comparsa il corpo si metterà automaticamente in moto

Quando ti “rassegni a priori all’insuccesso” ti distacchi dalla fissa e ti apri alle sorprese

fai collimare (senza resistenza) le tue elucubrazioni (intenzione interna) con gli accadimenti (int. esterna)

la realtà non è illusoria, ma ne esistono infinite varianti, quella che decidiamo di vivere, più o meno consapevolmente, per “noi” diventa “reale”, ma lo sono altrettanto anche le altre, una volta scelte
… specchio –> al di qua (il visibile) c’è la variante scelta, al di là (l’invisibile) l’infinito spazio delle varianti, con tutte le situazioni possibili e immaginabili

l’anima puoi farla cantare ogni volta con le diapositive, riproiettandola nella festa
per l’anima “il come, quando e perché” è solo un dettaglio

Tempo = Pendolo

l’apprezzamento di piccoli frame (dall’orticello di casa alla spiaggia) è un  combustibile virtuale alimenta la sensazione di “Festa” interiore

l’int. esterna si presenta solo quando hai smesso di voler controllare tutto con l’int. int. (dialogo-desiderio-aspettativa)

non sbattere le braccia contro l’acqua cercando disperatamente un contatto, ma fai movimenti semplici e leggeri, provando sollievo nello scorrere

la materializzazioni delle diapositive diurne è più lenta rispetto al “sogno lucido” perchè tale materia ha una viscosità più “pesante”.


non si attrae nulla: tutto semplicemente si manifesta e viene scelto

Quando non siete soddisfatti del mondo, il mondo si gira dall’altra parte.
Quando lottate contro il mondo, il mondo lotta contro di voi.
Cessando la battaglia, acquistate la libertà e il mondo vi viene incontro.

l’intenzione pura, azione pulita da preoccupazioni, scevra da desideri o importanza int.-est.

nascondi le mani dietro alla schiena e cammina sereno,
vai dove ti pare senza esitazione,
come se l’universo si muovesse incontro ai tuoi desideri, ti offrisse i suoi doni


vediti in tv mentre fai neurobica sociale

ribalto il vettore dell’intenzione definendo un pensiero-forma opposto;
questo crea dentro me un break alla mia parte razionale che non si aspetta un ribaltamento di rappresentazione, la quale si trova spiazzata e incastrata fra le strutture della sua logica. E’ come se la sua autorevolezza venisse meno e accettasse di buon grado il compito che le assegno conseguentemente: il controllo del flusso dei pensieri.
L’anima, non più vincolata ai paletti della ragione ma in accordo con essa, ormai soddisfatta del suo nuovo compito, è libera di fluttuare sulla variante che conosce perfettamente.

darsi in affitto = stare al gioco

creo una nuova variante = aprire una porta e imboccare un’altra via
scivola senza sforzo tra le onde quotidiane

Rassegnarsi all’insuccesso = rinuncia al desiderio/aspirazione ad ottenere… conservnado la risolutezza ad avere (intenz. est.) e ad agire (int. int.)

Se non va secondo i miei piani,
mi dico che questo è il meglio per me e che mi sto muovendo verso il mio fine…
Proietto ogni tanto la mia diapositiva e vado avanti…
Mi concentro su cosa posso dare agli altri


Immagino di avere una tasca con “n” sassolini quotidiani. (idee)
Verbalizzo  = Ne estraggo uno dalla tasca per ogni occorrenza e mi sento ogni volta più leggero.
Manifesting dell’esternalizzato = Ogni sassolino in meno nella tasca aumenta progressivamente l’intenzione esterna a favore dei miei fini.

MATRIX – PILLOLE ROSSE

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Se non sei uno di noi, sei uno di loro.

 

 

Che cos’è Matrix? È controllo. Matrix è un mondo virtuale elaborato al computer, creato per tenerci sotto controllo, al fine di convertire l’essere umano in questa.

 

 

Agente Smith: Ti sei mai fermato un attimo a osservarla, ad ammirare la sua bellezza… la sua genialità… miliardi di persone che vivono le proprie vite… inconsapevoli…

 

 

 

Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello. Questo è il mondo che tu conosci. Il mondo com’era alla fine del XX secolo. E che ora esiste solo in quanto parte di una neuro-simulazione interattiva che noi chiamiamo Matrix. Sei vissuto in un mondo fittizio, Neo.

 

 

Ci sono campi, campi sterminati dove gli uomini non nascono, vengono coltivati. 

Benvenuto nella tua desertica nuova realtà.

Credi sia aria quella che respiri ora? 

 

Svegliati Neo. Matrix ha te. Segui il coniglio bianco. 

 

Una cosa è conoscere la strada giusta, altra cosa è imboccarla.

 

Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d’affari, insegnanti, avvocati, falegnami… le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche. Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo.

 

 

 

Morpheus: Matrix è ovunque, è intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.
Neo: Quale verità?

Morpheus: Tu sei uno schiavo Neo! Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente! 

 

 

“Sono morto?”

“No, tutto il contrario!” 

 

Devi lasciarti tutto dietro, Neo. Paura, dubbio, scetticismo. Sgombra la tua mente. 

 

“Credevo che non fosse reale. La tua mente lo rende reale. Se vieni ucciso in Matrix, muori qui? Il corpo non sopravvive senza mente. 

 

 

 

Abiti diversi, spinotti nelle braccia e in testa assenti, anche i tuoi capelli sono cambiati. Il tuo aspetto attuale è quello che noi chiamiamo “immagine residua di sé”, la proiezione mentale del tuo io digitale. 

 

 

Neo: Mi fanno male gli occhi.
Morpheus: Perché non li hai mai usati.

 

 

Morpheus: Lo leggo nei tuoi occhi. Hai lo sguardo di un uomo che accetta quello che vede solo perché aspetta di risvegliarsi. E curiosamente non sei lontano dalla verità.

 

 

Sai cosa dice quella scritta? Temet Nosce “Conosci te stesso”.

“Essere l’eletto è un po’ come essere innamorati, nessuno può dirti se lo sei o no… è un qualcosa che ti scorre nelle vene!”

 

 

“Non pensare a quello che ti dirà in termini di giusto o sbagliato. Lei è una guida Neo, ti aiuterà a trovare la tua strada” 

 

 

Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?

 

 

Pillola azzurra: fine della storia, domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai.

Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio. 

 

 

Io ti posso portare fino alla soglia, ma tocca a te oltrepassarla. 

– Non cercare di piegare il cucchiaio… è impossibile… cerca invece di giungere alla verità…
– Quale verità?
– Che il cucchiaio non esiste… allora ti accorgerai che non sarà il cucchiaio a piegarsi, ma sarai tu stesso…

 

 

 

So perché sei qui, Neo. So cosa stai facendo. So perché non dormi. So perché vivi da solo e perché, una notte dietro l’altra, lavori al tuo computer. Tu stai cercando lui. Lo so perché a suo tempo ho cercato la stessa cosa. E quando lui ha trovato me mi ha detto che non cercavo qualcosa di preciso, ma che cercavo una risposta. È la domanda il nostro chiodo fisso, Neo. È la domanda che ti ha spinto fin qui. E tu la conosci, come la conoscevo io. Che cos’è Matrix? La risposta è intorno a te, Neo. E ti sta cercando. E presto ti troverà, se tu lo vorrai. 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa cerchi di dirmi? Che posso schivare le pallottole?
No, Neo. Cerco solo di dirti che quando sarai pronto, non ne avrai bisogno. 

 

 

 

Smith: Perché Signor Anderson? Perché? Perché? Perché lo fa? Perché si rialza? Perché continua a battersi? Pensa davvero di lottare per qualcosa a parte la sua sopravvivenza? Sa dirmi di che si tratta, ammesso che ne abbia conoscenza? È la libertà? È la verità? O magari la pace… Ma mi dica che non è l’amore! Illusioni Signor Anderson, capricci della percezione, temporanei costrutti del debole intelletto umano, che cerca disperatamente di giustificare un’esistenza priva del minimo significato e scopo! Ogni costrutto è artificiale quanto Matrix stessa! Anche se ormai devo dire che solo la mente umana poteva inventare una scialba illusione come l’amore! Ormai dovrebbe aver capito Signor Anderson, a quest’ora le sarà chiaro, lei non vincerà, combattere è inutile. Perché Signor Anderson? Perché? Perché persiste?
Neo: Perché così ho scelto.