POLARITÀ O DUALITÀ ILLUSORIA

Polo giusto (per la mente comune) = scientificamente approvato oppure convalidato da un’autorità esterna (spirituale, sociale, accademica)

polarità appar

(tratto da “Risveglio dal sogno planetario”, vol. 1, by Ze Ro)

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INFINET… il gioco dove un Sé illimitato può sperimentare la propria limitatezza


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Storiella di Jed McKenna circa due Esseri illimitati (Sé Infiniti) che inventano uno stratagemma per sperimentare la limitatezza di un corpo finito.

La parte centrale e finale del racconto è stata riadattata da ZeRo (autore di questo blog).

Un giorno una coppia di Sé Infiniti iniziano una curiosa conversazione…

“Sai, stavo pensando…”

“Per piacere non farmi preoccupare. Sai cosa ha detto il capo l’ultima volta dell’inutilità del pensare o del preoccuparsi…”

“Non preoccuparti. Questo è diverso.”

“Ok.”

“Stavo pensando che voglio andare a GLP stanotte.”

“Dove?”

“Al Gran Luna Park.”

“Tutto qui? Ci sei su! Tutti i diversi giochi e le attrazioni…”

“Si, ma stanotte voglio limitarmi per bene; voglio legarmi una mano dietro la schiena mentre gioco a freccette.”

“Cosa?”

“Non sono stato chiaro? Ho detto che voglio legarmi una mano dietro la schiena mentre gioco a dardi.”

“Ti ho sentito perfettamente; ma non ha senso. Perché vorresti fare questo?”

“Beh, continuo a far scoppiare tutti i palloncini ogni volta portandomi a casa l’ennesimo pupazzo. Ora il mio armadio ne è pieno.”

Cos’altro puoi aspettarti quando hai poteri infiniti, saggezza infinita, abbondanza infinita…”

“Ma voglio sperimentare qualcosa di un po’ diverso – più stimolante forse. Un gioco dove vinci tutte le volte può essere un po’ noioso.”

“Così lancerai le frecce con una mano legata dietro la schiena?”

“Si, ho pensato almeno di provarci.”

“Questo lo devo vedere…”

Il giorno dopo…

“Sai, stavo pensando…”

“Oh, no, ci risiamo con i pensieri.”

“Lanciare i dardi con una mano legata alla schiena non è un granché. Continuo a far scoppiare ogni palloncino, e ora ho un secondo armadio pieno di pupazzi.

Così stanotte mi legherò entrambe le mani dietro la schiena.”

“Come lancerai le frecce con entrambe le mani legate dietro la schiena?”

“Non lo so ancora; come hai detto ho potere infinito e infinita saggezza, così, risolverò.”

“Questa cosa non funzionerà, lo sai… non ci sono limiti!”

“Si, lo so. Ma ci dovrà essere un modo per autolimitarsi…”

“Un modo per far cosa?”

Un modo per sperimentare come sarebbe a non essere così… infiniti, perfetti… sempre.”

“Non ti seguo…”

 

“Intendo, eccoci qui, con gioia infinita, potere infinito, saggezza infinita, abbondanza infinita, ed infinito e incondizionato amore… Siamo proprio così… così perfetti. Bene, forse voglio provare come sarebbe mancare un palloncino o due una volta ogni tanto – per sperimentare come sarebbe non essere così infiniti, solo per divertirsi.

Vorrei sperimentare la frustrazione, l’insoddisfazione, la scontentezza.

Sai, forse apprezzerò ancora più la mia natura infinita, quando conoscerò come si sente l’opposto.

“Ma non è possibile.”

“Cosa non è possibile?”

Non essere infinito, intendo, non è possibile perché questo è chi siamo…. Esseri infiniti. Non è possibile essere non infinito.”

Forse no. Almeno per noi, non direttamente. Ma cosa accadrebbe se creassimo un nuovo gioco, e creassimo un giocatore che lo gioca per noi?”

“Continuo a non seguirti…”

“Conosci il Tunnel dei Sogni, dove al Luna Park sperimentiamo quelle fantastiche immagini da tutti i bellissimi universi immaginari?”

“Oh, si. E’ una delle mie giostre favorite. Mi piace specialmente la musica che l’accompagna! Cantala con me…”

“Non canto adesso. Sto provando ad avere una conversazione seria con te circa il creare un nuovo gioco, dove possiamo sperimentare come sarebbe essere limitati invece di così maledettamente infiniti e perfetti tutto il tempo!”

“Oh siamo seri, vero? Bene, come ho detto non è possibile. Grazie alla nostra onniscienza sapremmo sempre che siamo infiniti, così il gioco non funzionerebbe.”

“Hai ragione, non è possibile per noi limitarci, questo è il motivo per cui contino a far scoppiare tutti i palloncini indipendentemente da quel che faccio. La mia consapevolezza precede qualsiasi azione, qualsiasi evento.

È proprio per questo che dobbiamo creare un’attrazione dove noi non entriamo veramente in essa ma possiamo comunque a giocarci.”

Quanto sarebbe divertente, se noi siamo fuori e il giocatore dentro? Non avrebbe il giocatore invece tutto il divertimento?

E se è il giocatore a giocare, come potremo avere l’esperienza?”

“Non mi segui. Il giocatore non può fare nulla. Si muove solo grazie alla connessione con noi. Connessione di cui lui deve essere ignaro.”

“Intendi che i giocatori rimarranno connessi a noi come noi siamo sempre connessi con InfiNet?”

“Si, molto simile a questo; e il giocatore ci invierà indietro le sue emozioni tramite quella connessione, mentre è limitato, così potremo sperimentare quelle sensazioni indirettamente.”

“Lasciami vedere se ho capito…. Vuoi creare qualcosa simile ad un video gioco, con un giocatore che tu farai passare per varie esperienze, nelle quali reagirà come essere limitato, così da mandare indietro le proprie sensazioni durante queste esperienze di come ci si sente a non essere infinito.”

“Esatto!”

“Devo ammettere che potrebbe essere divertente ed interessante. Ma come creerai queste esperienze limitanti per il tuo giocatore?”

“Oh, questa è la parte facile. Andrò al Campo e collasserò qualche funzione d’onda per fare qualche ologramma.”

“Il Campo? Sei sicuro che il Capo approverebbe l’utilizzo del Campo per creare un gioco dove l’obiettivo sono la limitazione anziché l’espansione?”

“Perché no? Sai che il Capo non considera un’esperienza “migliore” o “peggiore” di un’altra. Tutte le esperienze sono uguali. E il Capo ha creato il Campo – il cui nome completo, giusto per ricordartelo, è il Campo delle Infinite Possibilità – per offrirci infinite possibilità di giocare, che devono includere la possibilità di sperimentare la limitazione al pari dell’espansione. Giusto?”

“Un punto a tuo favore. Ma pensi veramente di poter creare un gioco olografico così reale che il giocatore sarà così convinto di essere limitato da reagire con sensazioni che potrai sperimentare?”

“Beh, ho qualche dettaglio su cui lavorare, ma non ti sembra una favola?”

“Non so se sia una favola…. Forse più un film comico. Ma assolutamente molto creativo. Non sono ancora convinto che sia possibile limitare il potere limitato o la saggezza, quindi fammi sapere come farai…”

“Ho un prototipo.”

“Per cosa?” Continua a leggere INFINET… il gioco dove un Sé illimitato può sperimentare la propria limitatezza

COSCIENZA IN VIA DI RISVEGLIO

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Alla fine, comunque, il tuo malcontento nel rimanere nello stato di coscienza incantata dal sogno planetario e soprattutto la determinazione nel rompere l’incantesimo avrà la meglio sulla paura di aprire i tuoi veri occhi.
Allora, con molta probabilità, sarai in grado di intraprendere il passaggio da coscienza addormentata a coscienza in via di Risveglio.

 

 

RECENSIONI TRILOGIA RISVEGLIO

Riporto le recensioni di alcuni utenti che hanno iniziato la trilogia “Risveglio dal sogno planetario”.

 

 

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GIOCATORI COSMICI (Jed McKenna)

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Regole del gioco cosmico:

 

1. Giocatori devono dimenticare chi sono veramente e credere invece di essere qualcos’altro, per esempio, di essere il loro corpo, il loro ‘io’, la loro identità anagrafica/sociale..

  1. I Giocatori devono credere che le proprie esperienze olografiche siano reali e quello che viene percepito con i sensi stia veramente accadendo la fuori, in una qualche realtà obiettiva ed indipendente.
  2. I Giocatori devono credere che quel che incontrano là fuori abbia il potere sopra essi, potere che può aver effetti sulle loro vite.
  3. I Giocatori devono credere nel giudizio di buono e cattivo, giusto e sbagliato, meglio e peggio, bene e male.
  4. I Giocatori devono credere che c’è qualcosa di sbagliato nella realtà che vedono là fuori, la quale deve essere cambiata, sistemata o migliorata.
  5. I Giocatori devono credere di aver il potere di creare una realtà diversa rispetto a quella di cui stanno facendo esperienza e di conseguenza, sentirsi imperfetti e inadeguati (più limitati) quando falliscono.
  6. I Giocatori devono credere che possono uscire dal Gioco Umano usando il loro corpo, usando le loro menti, o amando il loro cuore.
  7. I Giocatori devono credere di poter fare accadere qualcosa, e quando falliscono incolpano se stessi per non essere più all’altezza, migliori o per lavorare più duramente.
  8. I Giocatori devono credere che vi siano obiettivi da raggiungere, propri scopi da soddisfare o lezioni da imparare.
  9. I Giocatori devono credere che loro e solo loro, siano responsabili nel soddisfare le proprie necessità o i propri desideri, per i quali devono lottare ogni giorno.
  10. La Paura e la resistenza sono le fondamenta del primo tempo del Gioco e il giudizio con le conseguenti credenze, sono la colla che fa continuare le illusioni del mondo olografico.
  11. Queste illusioni non devono mai crollare o i Giocatori vedrebbero attraverso il Gioco.

 

Alcune di queste regole ti suonano familiari?

In base a questo modello, il primo tempo del Gioco Umano è progettato per sperimentare limitazione e restrizione in tutte le forme e dimensioni e tutte queste regole portano a quello. Così se stai seguendo queste prime regole (e alcuni non potrebbero letteralmente fare nient’altro), hai probabilmente vissuto una gran quantità di limitazione e restrizione nella tua vita. Non lo sapevi fino ad ora, perché non dovevi saperlo.

Comprendo che probabilmente non ti piacevano le limitazioni e restrizioni della prima metà del Gioco Umano, che non ti facevano stare bene, non ti facevano sentire giusto, e ti portavano a pensare di fare qualcosa di sbagliato. Ma non hai fatto niente di sbagliato. Anche la tua resistenza e il tuo giudizio non erano sbagliati.

Tutti noi abbiamo giocato al Gioco esattamente come dovevamo giocare. E tutti noi giocheremo il secondo tempo esattamente nel modo in cui dovremo giocarlo.

 

In altre parole, abbiamo fatto un fantastico lavoro come Giocatori cosmici. Solo non sapevamo e non potevamo apprezzarlo dal nostro punto di osservazione.

Dato che il primo tempo del Gioco Umano è l’opposto dello stato naturale, nel secondo tempo tutto avverrà senza sforzo. Nel secondo tempo le regole si invertiranno. Questo è il momento del non giudizio, della chiarezza, il momento della completa equanimità. In questo stadio non stai neppure a guardare i fenomeni che accadono attorno, ma stai semplicemente sospeso nello spazio e nel tempo.

Le regole del secondo tempo:

  1. Il Giocatore sa che ciò che viene chiamata realtà non è vera per nulla, ma un ologramma creato per giocare al Gioco Umano. Questo Gioco è giocato dalla coscienza, nella coscienza e per la coscienza; infatti non vi è alcun là fuori là fuori. Nessuna realtà oggettiva, separata e indipendente.
  2. Il Giocatore sa che una volta arrivato a questa seconda metà del gioco, tutto l’ologramma sperimentato sarà totalmente a sostegno della sua metamorfosi da bruco a farfalla, al posto di portare più limitazioni e restrizioni.
  3. Il Giocatore sa che non può e non sperimenterà alcunché nel suo ologramma che il suo Sé Infinito non ha creato e voluto, e che il suo Sé Infinito ha scritto ed approvato il copione usato da chiunque altro appaia nell’ologramma del Giocatore. Nessuno nell’ologramma del Giocatore può fare o dire alcunché che il suo Sé Infinito non abbia richiesto.
  4. Il Giocatore sa che il suo focus cambia da pensare a provare/sentire/percepire. Nel secondo tempo non c’è nulla da analizzare, esaminare o comprendere. Non c’è mai alcun motivo di chiedersi “perché?” .

Il praticare e il leggere sono ora solo la conseguenza di una curiosità interiore, per espandere la propria conoscenza invece di essere volute per apparire al mondo, ad elevarsi spiritualmente o cambiare il Giocatore in meglio o più illuminato.

  1. Il Giocatore cambia da dare via il potere rendendo reale un ologramma, a prendersi indietro il potere da esso. Quando l’ologramma appare la causa di qualsiasi malessere è un indicazione che il Giocatore ha ceduto un qualche potere all’ologramma per renderlo reale mentre giocava nella prima metà, e questa è l opportunità per riconoscere che l ologramma in realtà non è per nulla vero e rivendicare il potere da esso.
  2. Il Giocatore lascia dietro qualsiasi giudizio su tutto e tutti, in qualsiasi ologramma di qualsiasi tempo, lascia cose tipo buono e cattivo, o giusto e sbagliato.
  3. Il Giocatore sa che non c’è nulla che necessiti di essere sistemato, cambiato o migliorato nell’ologramma che sta vivendo.
  4. Il Giocatore cambia da essere reattivo a essere procreativo. Non vi è più nulla che il Giocatore necessiti ancora di fare accadere. Essere procreativo significa che quando un’illusione olografica che appare là fuori, sembra richiedere una decisione, una risposta o un azione, il Giocatore la prende (fintanto che non include disagio). O, quando il Giocatore sente un motivazione interna o un impulso ad agire, lo fa. In altre parole, il Giocatore segue la sua eccitazione interiore finché è divertente e porta totale gioia.
  5. Il Giocatore vive momento per momento, un giorno alla volta. Non ci sono strategie, pianificazioni, target, obiettivi e fini propri. Non c’è passato né futuro solo l’adesso.

10. Il Giocatore ha la consapevolezza che non c’è motivo di essere preoccupato di nulla.

11. Il Giocatore si sveglia ogni giorno guardando l’ologramma cosmico come un immenso sogno privo di inizio e fine.