ADYASHANTI (Aforismi, riflessioni)

Adyashanti

Cercate di capire una cosa: la traiettoria della nostra vita spirituale, qualunque sia il nostro cammino, progressivo o diretto, devozionale o no, passa per la resa.
Infine questo è il nome di tutto il gioco spirituale: resa.
Qualsiasi cosa facciate spiritualmente ci conduce a uno spontaneo stato di resa, un lasciar andare.
È qui che tutte le strade convergono, non importa quali siano.
Una volta che sapete questo, siete informati che ogni passo lungo la strada è sempre la vostra prossima opportunità di resa.
– Adyashanti, La vita dopo il risveglio

—–

La mente ha paura di lasciar andare le proprie pretese, perché pensa che se molla la presa non otterrà ciò che vuole […]. Smettila di cercare d’essere una persona migliore, e sarai una persona migliore. Smettila di cercare di perdonare, e il perdono accadrà. Fermati e fa silenzio.
(Adyashanti)

——————————————–

Quando il vuoto danza:

Per esser completa, la realizzazione deve coinvolgere tre livelli – testa, cuore e pancia – perché potresti avere una mente molto luminosa e illuminata, e conoscerla in modo molto approfondito, senza però che il tuo essere danzi. È quando il cuore comincia ad aprirsi, proprio come la mente, che il tuo essere inizia a danzare. Allora tutto diventa vivo. Poi, quando anche la tua pancia si apre, appare quella profonda, profondissima e insondabile stabilità, nella quale l’apertura, che sei tu, muore per diventare trasparenza. Tu danzi, il vuoto danza.

– Da: “La danza del vuoto”, Piena realizzazione del Sé, di Adyashanti

———-

Onde della Mente:

Le onde della mente
Pretendono così tanto dal Silenzio.
Ma Lei (1) non replica,
non dà risposte, non fa discorsi.
Lei è l’artefice nascosta di ogni pensiero
Di ogni emozione
In ogni momento.

Silenzio.

Lei pronuncia una sola parola.
E questa parola è questa esistenza.
Nessun nome che puoi darLe
La sfiora
La cattura.
Nessuna comprensione
Può abbracciarLa.

La mente si getta tra le braccia del Silenzio
E pretende di essere accolta.
Ma nessuna mente può entrare
Nella Sua radiosa oscurità
Nel Suo puro e sorridente
Nulla.

La mente si lancia
In sacre interrogazioni.
Ma il Silenzio rimane
Imperturbato dinanzi ai capricci:
Chiede solo il niente.

Niente.

Ma tu non glielo darai
Perché è l’ultimo spicciolo
Che hai in tasca
E preferisci darLe
Le tue pretese
Piuttosto che le tue sacre mani vuote.

(1) L’autore ha scelto di rendere il sostantivo silence, silenzio, al femminile.

Adyashanti

————-

Che cos’è l’illuminazione? Continua a leggere ADYASHANTI (Aforismi, riflessioni)

PRESENZIA L’ASSENZA

budh slee

Rimani presente all’assenza di giudizi, all’assenza di congetture, all’assenza di paturnie, all’assenza di reattività, all’assenza di loop psicoemotivi, all’assenza di inutili attività mentali.

Rimani presente all’assenza di storia personale, all’assenza di passato.

Presenzia l’assenza dell’io.

Presenzia l’essenza.

Presenzia la presenza.

Presenza.

!

(ZeRo)

ABBRACCIA IL DOLORE E GODRAI

*

Abbraccia il dolore e godrai!

(ZeRo)

 *

Per mettere in moto i circuiti del benessere, chiudete prima il rubinetto che alimenta il malessere e la sofferenza inutile.

(ZeRo)

*

Quando si è soli in realtà si è più vicini a se stessi, ed è questo che crea sofferenza a molte persone… il contatto col Sé!

(ZeRo)

*

“Soltanto di fronte alla morte gli uomini cominciano a fare tesoro del loro corpo; solo davanti alla sofferenza cercano di trovare la medicina”

(Gurdjieff)

*

Il dolore è illuminazione prematura.

(Cit.)

*

La sofferenza deriva o dalla separazione da ciò che si ama o dall’unione con ciò che si odia. (cit.)

 *

Sottomettersi volontariamente a una sofferenza temporanea per rendersi liberi dalla sofferenza eterna…

(Gurdjieff)

*

Quando sai che non puoi più sfuggire alla tua sofferenza, devi sperimentarla e devi lasciarti mangiare dalla tigre, perché non puoi più scappare da essa. Una volta che la tigre ti ha divorato, non resta più alcuna paura. Rimane solo la tigre…..

( Anette Carlstrom) Continua a leggere ABBRACCIA IL DOLORE E GODRAI

LEGAME LIBERATORIO

SE TI PIACE, CONDIVIDILO

Come fa un legame a slegarmi?

Semplice, non produce attaccamento né dipendenza… e per giunta ti porta dei benefici!

Esempio pratico:

Immagina di trovarti in difficoltà, in una situazione da cui vorresti liberarti il prima possibile. Ora immagina che qualcuno (una presenza liberatoria) ti ponga una mano – stringa un legame con te – e ti consenta di uscire da quella situazione. Poi immagina che una volta fuori da quella situazione la tua mano sia di nuovo libera – senza legami con quella presenza liberatoria. Ecco, questo è un legame liberatorio.

La presenza liberatoria può indicare qualsiasi cosa: per alcuni può essere il Padre, per altri un amico, per altri lo Spirito Santo, per altri un Maestro, per altri la propria Coscienza, per altri la Grazia, per altri ancora Dio…

Non importa chi o cosa sia la presenza liberatoria, quel che conta è la tua disponibilità a legarti a lei, anzi a lasciare che Lei si leghi momentaneamente a te, giusto il tempo necessario per apportare quei benefici e quegli insegnamenti che da solo (in stato di identificazione con la mente ordinaria, condizionata) non sei in grado di cogliere.

Legarsi significa accettare la sua mano e concederle di aiutarci a rialzarci… tutto qui!

cadut

Attento alle interferenze dell’intelletto. Continua a leggere LEGAME LIBERATORIO