EGO-LOCALIZZATORE

Il senso dell’io è come un normale meccanismo di eco-localizzazione, con il piccolo inconveniente che non c’è nessuno da localizzare.

Definisco EGO-localizzatore il generatore del senso dell’io; il generatore di quell’impressione – o quella serie di impressioni – che vivi tutti i giorni e che ti fa dire

“IO SONO IN QUESTO CCORPO”,

‘IO MI TROVO IN QUESTO MONDO’,

‘IO SONO GIANNI… IO SONO LUISA…’,

‘IO SONO BUONA, EDUCATA, SPECIALE, SPIRITUALE’, ‘IO DEVO FARE… IO DEVO REALIZZARE…’,

‘IO DEVO ANDARE… IO  DEVO RICERCARE… IO DEVO RAGGIUNGERE… IO DEVO ARRIVARE A…’

Quegli impulsi incessanti sono dovuti all’EGO-Localizzatore che rimbomba nella tua testa.

Non fidarti del tuo EGO-localizzatore; la localizzazione segnalata dal tuo intelletto non è reale, è un falso segnale, è un’illusione sensoriale, uno scherzo della natura.

Guardalo bene, osservalo a fondo, e vedrai che esso in effetti non rileva niente.

L’EGO-localizzatore non rileva niente di rilevante!

Lascia che l’EGO-localizzatore continui a suonare a vuoto, non ascoltarlo, non allarmarti al suono del suo allarme, non seguire i suoi segnali.

Non alimentarlo con la tua attenzione, non fornirgli la tua energia, non sprecare il tuo tempo ad ascoltarlo., analizzarlo, rielaborarlo, valutarlo, giudicarlo.

Trattalo come un gps sballato, un sistema fallimentare, un congegno inutile, un mezzo inconcludente.

AL DIAVOLO LA PRESENZA NEL QUI ED ORA

Al diavolo la presenza, l’essere nel qui ed ora, vivere nel presente, la concentrazione, la presenza consapevole nell’adesso.
Il vero segreto sta nell’assenza.
Siate assenti.
Non c’è davvero niente che richieda la vostra vigile e attiva presenza.
Non dovete essere presenti a niente, neppure al presente!
Concedetevi il lusso di rimanere del tutto assenti.
Godetevi l’assenza!

 

ZeRo

FERMA IL CRICETO MENTALE

Utente: Come faccio a fermare il mio dialogo interno? Ho letto che il tuo cervello è fermo, non rimugina, non si fa aspettative, etc… c’è un trucco per tutto questo?
 
ZeRo: Un trucco, se così vuoi chiamarlo, per fermare il tuo cervello frenetico è smettere di pretendere (pre-occuparti, pre-sumere, pre-fare, pre-dire, pre-vedere, pre-sentire).
 
Aiutati con questo motto: “Fingere se stessi significa fottere se stessi”.
Il mio cervello non finge bontà, simpatia, carisma, intelligenza, scaltrezza, passione per relazioni futili, evoluzione spirituale, etc.
Al mio cervello non gli frega niente delle abilità sociali-spirituali.
Le abilità sociali sono come abilità da circo: non hanno un vero valore; ti servono quelle abilità e le vuoi perfezionare soltanto se vuoi fare una bella figura nel circo umano; a per fare una bella figura nel circo umano devi sforzare il tuo cervello, lo devi far lavorare più del dovuto.
Il mio cervello non lavora sodo per implementare le abilità del circo umano, se ne fotte delle abilità del circo umano, o delle abilità spirituali… non pensa a quella roba, anzi non pensa quasi mai a niente, per questo motivo riposa sempre in pace.
C’è un detto che recita così: “Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio, ma solo dodici per sorridere.”
Io aggiungerei: “Ci vogliono Zero muscoli per fottersene del tutto!”

IL SE’ FANTASMA

di D. Icke

Il modo più efficace per approfondire i misteri della vita è prendere tutto quello che ci hanno sempre detto e semplicemente ribaltarlo.

Ribaltare la ‘realtà’ come viene normalmente percepita e accettata.

Il mondo è un Alcatraz planetario e tutta la società umana è una fasulla e simulata realtà ‘informatica che la gente considera ‘reale’.

Voi non siete affatto quel ‘voi’ che credete di essere, quell’io per il quale siete stati manipolati e programmati nell’interesse della prigione globale.

solo quando si inizia a emergere dal Sé Fantasma ci si rende conto che la Terra stessa era una prigione. Il Sé Fantasma è una costruzione, un prodotto della percezione ordinaria. L’inganno si basa sull’installare nella mente delle persone il convincimento che il Sé Fantasma è ciò che esse sono realmente. E’ da lì che deriva tutto il resto. Le definizioni del termine ‘fantasma’ esprimono alla perfezione l’essenza del Sé Fantasma: “Qualcosa di apparentemente visto, udito o percepito ma non fisicamente reale”; “Un’immagine che appare soltanto nella mente; un’allucinazione”; “Immaginario o inesistente, spesso destinato a scopi ingannevoli”; “Creduto reale sebbene illusorio”.

Il Sé Fantasma è un’autoidentità downloadata [download: trasferimento di dati da un sistema a un altro]; è il nome di una persona, il suo Paese di provenienza, la razza, la cultura, il sistema di credenze religiose/scientifiche, la storia personale, il sistema educativo-massmediatico. Queste fonti informative e percettive impongono alle persone il senso di ciò che credono di essere. L’attenzione dell’individuo viene concentrata quasi esclusivamente sui cinque sensi per isolarlo dalle intuizioni, dalla conoscenza e dalla consapevolezza espansa del Sé Infinito, in grado di vedere, percepire e comprendere ciò che il Sé Fantasma non può. Il Sé Infinito ci parla attraverso l’intuito e la conoscenza, uno stato di consapevolezza che va al di là del pensiero e delle limitate percezioni sensoriali. Se perdiamo il contatto con il nostro Sé Infinito, ci ritroviamo isolati nel Sé Fantasma, e la nostra unica fonte di informazioni e intuizioni con cui farci un’idea del mondo rimane il Sistema, rappresentato dal sistema educativo, politico, scientifico e da altre istituzioni  che popolano l’iper-controllata realtà sensoriale. Per essere in questo mondo, ma non completamente del mondo (in termini di percezione della realtà), dobbiamo rimanere connessi con il nostro Sé Infinito; invece, nella stragrande maggioranza dei casi gli individui vengono manipolati affinché rimangano isolati all’interno di una bolla di limitata consapevolezza basata sul senso dell’io (Sé Fantasma). Una volta presi in trappola, costoro vivono una falsa identità che li rinchiude saldamente dentro una prigione percettiva dominata dal ‘piccolo io’, dal senso di mancanza, impotenza e da una vita di limitazioni. Quando siamo connessi al nostro Sé Infinito vediamo il mondo per ciò che è.

Nel momento in cui perdiamo questa connessione smettiamo di vedere il mondo per quello che è e vediamo il mondo per come ci dicono che sia. I regni del Sé Infinito vengono oscurati dalla mente miope e ristretta (rigida struttura Corpo-Intelletto).

Noi non siamo il nostro Sé Fantasma; esso è semplicemente ciò che stiamo sperimentando in stato di identificazione con un preciso sistema informativo (sistema cognitivo, sistema di credenze, sistema di pensiero fatto di concetti limitanti, paure).

Confondere le due cose (ed essere manipolati a farlo) è il fondamento su cui si basano le limitazioni della percezione abituale del ‘piccolo io’ (ciò che la gente crede di essere). La Consapevolezza infinita può essere paragonata a un oceano, e la consapevolezza ristretta/sensoriale – basata esclusivamente sui cinque sensi – alla cresta di un’onda o a un punto di attenzione all’interno di quello stesso oceano. Quando la consapevolezza sensoriale del piccolo io perde il contatto con l’oceano e agisce in modo isolato, ecco che il Sé Fantasma prende il sopravvento.

Tutto dipende dalla percezione, ed è proprio dalla percezione che derivano ogni tipo di comportamento e ciò che facciamo o non facciamo.

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La conoscenza sarebbe ‘la somma o l’insieme di ciò che è stato percepito, scoperto o appreso’, ma quanto di ciò che le persone definiscono la propria conoscenza è stato acquisito di prima mano in base alle proprie ricerche ed esperienze?

Ben poco, in effetti direi nulla, nella maggior parte dei casi. La gente perlopiù percepisce ciò che le viene detto di percepire, scopre ciò che è stato scoperto e impara ciò che le viene detto0 di memorizzare. Se chiedete alle persone qualcosa riguardo a presunti fatti o verità, vi risponderanno che l’hanno ‘imparato a scuola’ o all’università; e tuttavia è il Sistema a decidere e ad imporre cosa può essere insegnato e cosa dev’essere soppresso e ignorato, cosa deve essere vero e cosa deve essere falso.

Per la maggior parte della gente, l’esplorazione di sé e della realtà è ben lungi dall’essere una priorità.

Chi sono io?

Spesso questa è l’ultima domanda che ci si pone – e non la prima come invece dovrebbe essere – per lasciare ampiamente il posto a interrogativi considerati ‘essenziali’, del tipo: Quale vestito mi devo mettere? Quale cellulare devo comprare? Come posso fare un sacco di soldi? Chi sposerò? Dove vado sabato sera?

Non dico che questi argomenti siano da accantonare ma in assenza di una prospettiva più ampia la nostra visione periferica può bloccarsi facendoci perdere la capacità di vedere le cose per come stanno.

Nel libro 1984, George Orwell scrisse: “Il football, la birra e soprattutto il gioco completavano l’orizzonte dei loro cervelli. Mantenere uno stretto controllo su di essi era facilissimo”.

L’umanità sta affogando nella confusione, nello sconcerto e nel caos perché non comprende la vera natura del mondo e come interagire con esso e le altre persone, e inoltre non sa che siamo noi a creare la nostra realtà, bella o brutta che sia. E’ bizzarro che molti studenti venga insegnata cos’è l’acqua (la sua struttura chimica, etc), e che tuttavia essi possano trascorrere una vita intera senza riflettere un granché sulla realtà in se stessa. In questo modo affidano la propri percezione al Sé Fantasma; così facendo, passano attraverso l’esistenza in uno stato di sonnambulismo, credendo invece di essere pienamente svegli, e osservano il mondo con gli occhi bendati, credendo invece di riuscire a vedere.

Il termine sonnambulismo è significativo perché il Sé Fantasma vive (si fa per dire) nel subconscio e governa il comportamento, le abitudini, le reazioni e le percezioni consce di cui la gente crede erroneamente di essere artefice. Tutte le esperienze vengono pregiudicate dal Sé Fantasma, da quella parte che si trova (nascosta) nella zona più profonda del vostro cervello.

Quindi cos’ il Sé Fantasma?

Un programma.

In effetti, un programma costituito da un’infinità di sotto programmi; le nostre tendenze o i nostri caratteristici tratti psicologici, emotivi, comportamentali.

Questo non significa che noi – Il  Sé Infinito – siamo dei programmi, ma soltanto che la percezione fantasma (quella abituale) che abbiamo di noi stessi e della realtà che ci circonda è basata su un programma (cognitivo) che domina ciò che pensiamo, proviamo, sosteniamo, amiamo, odiamo.

I vari Sé Fantasma vengono programmati per programmare altri Sé Fantasma. I bambini giungono in questa realtà dotati del potenziale per esprimere la consapevolezza espansa del Sé Infinito, ma immediatamente i genitori, a loro volta programmatori programmati, trasferiscono nei figli le proprie percezioni-fantasma (allucinazioni). Dietro quest’azione ci sono perlopiù buone intenzioni, o almeno percepite come tali: ma percepite da chi?

Dal Sé fantasma.

Jim Morrison disse: “Quando gli altri ci chiedono di diventare come vogliono loro, ci costringono a distruggere il nostro vero carattere. E’ una sottile forma di assassinio. I genitori e i parenti più amorevoli compiono quest’omicidio col sorriso sulle labbra”.

In questo modo i sé Fantasma di una generazione programmano i sé fantasma di quella successiva. E’ una macchina programmatrice (Il Sistema) incessantemente in movimento e coloro che vengono catturati nella sua illusione sistematica credono di pensare i propri pensieri e percepire le proprie percezioni. Ma non è così. Alla fine si scopre che ciò in cui credono e che percepiscono è puramente una ripetizione di ciò che hanno sentito da qualcun altro: un insegnante, uno speaker, un giornalista, un politico, uno scienziato, un medico, un parente.

Il Sistema parla e i suoi programmatori (inconsapevoli) non fanno altro che replicare i suoi programmi ciechi e acritici, riproducendoli generazione dopo generazione. Da questa ripetizione collettiva nasce il mondo del ‘lo sanno tutti che le cose stanno così’.

Così ogni facoltà percettiva che consentiva di vedere oltre la programmazione mentale individuale/collettiva ora se n’é andata; se n’é andata l’abilità di poter vedere oltre l’ipnosi che coinvolgeva un po’ tutti (dal singolo individuo, alla famiglia, alla comunità, alla popolazione mondiale). Se n’é andata anche la facoltà di poter vedere oltre la ridotta percezione dei cinque sensi.

Adesso tu, senza questa facoltà di vedere oltre i programmi familiari/sociali/politici/finanziari/scolastici/religiosi, sei diventato il programma stesso.

Il Sistema, per sopravvivere, esige la ripetizione di ‘programmi’ (codici sociali, politici, culturali, relazionali, mentali) con cui garantire l’obbedienza percettiva e l’assenza di consapevolezza individuale. Eppure le cose potrebbero andare diversamente se la gente coltivasse le proprie percezioni e smettesse di obbedire al ‘Sistema Percettivo’ vigente.

Questa confusione è praticamente universale a causa del modo in cui la mente umana collettiva è stata sabotata, manipolata e strutturata. Per chi ha occhi per vedere e una mente che rifiuta di lasciarsi programmare, questo processo (downloadare/scaricare e riprodurre la Menzogna) è più che evidente; ed è proprio l’esserne consapevoli a far sì che le sue nebbie si diradino.

Jonathan Swift già nel XVIII secolo disse queste parole: ‘Quando un vero genio appare in questo mondo, lo si può riconoscere dal fatto che gli idioti sono tutti coalizzati contro di lui’.

In altre parole quando un individuo dalla consapevolezza espansa appare in questo mondo, lo si può riconoscere dal fatto che tutti i Sé Fantasma sono coalizzati contro di lui.

 

 

LASCIA CHE TUTTO BRUCI

Poema di Ze Ro
 
 
 
Uomo: “Oh Sole, Perché devo bruciare!”..: “Io voglio solo imparare!”
 
Sole: “Devi imparare che tutto deve bruciare”
 
Uomo: “Se tutto deve bruciare, cosa posso imparare?”
 
Sole: “Devi imparare che tutto è destinato a bruciare”
Uomo: “Anch’io?”
 
Sole: “Sì, anche il tuo ‘io’ deve bruciare!”
 
Uomo: “Se tutto va in fiamme, cosa mi rimane?”
 
Sole: “Tutto in fiamme e il Niente rimane.”
 
Uomo: “Allora alla fine non c’è niente da realizzare?”
 
Sole: “Ti basta realizzare che tutto deve evaporare.”
 
 
Dopo questo stupefacente dialogo con il Sole, quel povero uomo ebbe le seguenti rivelazioni.
 
 
“Nel fissare le fiamme ho imparato che tutto è bruciato.
Ho imparato che anche il mio io è bruciato!
Tutto si è consumato, anche ciò che ho amato.
Dannazione!
Tutto ciò che sto accumulando sta già bruciando!
Santo Cielo… è tutto vano, persino l’importanza che davo al partner che amavo, il dolore che provavo quando sbagliavo, la sofferenza che accusavo per la gente che odiavo, il ricavo che desideravo dal cambiamento che aspettavo, il segreto che cercavo nel mondo che sognavo, tutte le occasioni che rifiutavo per la vergogna che immaginavo, tutto ciò che pensavo riguardo la realtà di cui mi fidavo, tutto ciò che inventavo per liberarmi dalle fantasie di cui ero schiavo.
 
Ci sono adesso!
Adesso mi è chiaro che devo imparare l’arte del bruciare.
Imparare l’arte del lasciar bruciare.
Lasciare bruciare anche quello che voglio imparare!
 
Lascio il Tutto bruciare e lo lascio al Niente ritornare.
 
Nessun rimpianto poiché niente mi rimarrà accanto.
Nessun incanto negli occhi di chi conosce il disincanto.
Nessun vanto nel cuore di colui che l’incantesimo ha infranto.
 
Buttare tutti i desideri nel forno fino a quando il mio cuore rimane disadorno.
Soltanto questo devo fare ogni giorno.
Buttare ogni cosa nel forno e lasciare che bruci fino al punto di non ritorno.

Gli indizi del sogno sono presenti dappertutto; avresti dovuto o almeno potuto riconoscerli prima – MARK TWAIN

 

Il seguente brano è tratto dal capitolo 11 del libro “Lo Straniero Misterioso” di Mark Twain

Il personaggio di nome Satana non si riferisce a quello della religione cristiana ma è soltanto un nome fittizio dato ad personaggio che nel racconto di Twain rappresenta un messaggero di un sapere talmente forte e profondo da essere stato occultato dalla mente ordinaria.

Per quasi un anno Satana ha continuato queste visite, ma alla fine è venuto con meno frequenza. Questo mi ha reso più solitario e malinconico. Sentivo che stava perdendo interesse per il nostro piccolo mondo e potrebbe in qualsiasi momento abbandonare completamente le sue visite. Quando un giorno finalmente venne da me, ero molto felice, ma solo per un po’. Era venuto a dire addio, mi ha detto, e per l’ultima volta. Aveva investigato ed esplorato ogni angolo dell’universo, e questo lo avrebbe tenuto occupato fino al suo prossimo ritorno.

“E tu stai andando via, e non tornerai più? ”
“Sì,” ha detto. “Abbiamo chiacchierato a lungo insieme, ed è stato piacevole per entrambi; ma devo andare ora, e non ci vedremo più. ”
“In questa vita, Satana, ma in un altra si? Ci incontreremo in un altra vita, vero? ”

Poi, tutto con tranquillità e sobrietà, mi ha dato una strana risposta, “non c’è nessun altra vita. ”
Una sottile influenza soffiò sul mio spirito dal suo, portando con sé una vaga, fioca, ma benedetta e fiduciosa sensazione che le sue parole incredibili potrebbero essere vere.
“Non hai mai sospettato questo, Theodor? ”
“No. Come potevo? Ma come può essere vero ciò che dici…? ”
“È vero. ”
Una raffica di gratitudine fiorì nel mio petto, ma subito emerse un dubbio mai sorto prima, e ho detto, “ma poco fa abbiamo visto la probabile vita futura”

“È stata soltanto una visione – non aveva alcuna esistenza. ”
Riuscivo a malapena a respirare per la grande speranza che mi stava circondando. “Una visione? –una vi… ”
“La vita stessa è solo una visione, un sogno. ”
Era elettrizzato. Oh mio Dio! Avevo avuto quel pensiero mille volte durante le mie riflessioni!

“Nulla esiste; tutto è un sogno. Dio, l’uomo, il mondo, il sole, la luna, il deserto, le stelle… sono un sogno, tutto un sogno; non hanno alcuna esistenza. Nulla esiste salvo lo spazio vuoto e tu!
“Io!”
“E tu non sei tu, non sei il tu che credi di essere -non sei il corpo, né il sangue, né le ossa, tu sei solo un pensiero. Io stesso non ho alcuna esistenza; io sono solo un sogno- il tuo sogno, una creatura della tua immaginazione. In un attimo avrai realizzato questo, poi verrò escluso dalle tue visioni e io mi dissolverò nel nulla da cui tu mi hai fatto… Sto morendo già adesso – sto crollando – sto passando via, mi sto dissolvendo. In poco tempo rimarrete soltanto tu e lo spazio vuoto. A te rimarrà solamente un pensiero, l’unico pensiero davvero esistente, dalla natura inestinguibile, indistruttibile. Mentre io, il tuo povero servo, ti ho rivelato a te stesso, ho rivelato la tua vera natura e così ti ha reso libero. D’ora in avanti puoi sognare altri sogni, migliori di questo!
Strano! che tu non abbia sospettato già anni fa – secoli, millenni fa! – di questo sapere. Te ne saresti dovuto accorgere perché sei sempre esistito, senza compagnia, attraverso tutte le eternità. Strano! che tu non abbia sospettato che il tuo universo e il suo contenuto fossero solo sogni, visioni, finzione!

Strano, perché questi contenuti sono così francamente e istericamente folli- proprio come tutti i sogni…
Tu percepisci, ora, che queste cose che ti circondano in questo mondo sono tutte possibili soltanto in un sogno. Percepisci che si tratta di fantasie puerili, allucinazioni, creazioni di un’immaginazione che non è consapevole delle grottesche illusioni -in una parola, percepisci che sono un sogno, e tu sei il creatore di esso. Gli indizi dei sogni sono presenti dappertutto; avresti dovuto o almeno potuto riconoscerli prima.

Fidati, è vero, quello che ti ho appena rivelato; non c’è Dio, nessun universo, nessuna razza umana, nessuna vita terrena, nessun paradiso, nessun inferno. È tutto un sogno – un sogno grottesco e decisamente sciocco. Non esiste nulla, eccetto te stesso. E tu sei solo un pensiero – un pensiero ambulante, un pensiero vuoto, un pensiero vagabondo senzatetto, che vaga nella vacua eternità!”

Dopo questa rivelazione scomparve, e mi lasciò sgomento; perché sapevo, e avevo ben capito, che tutto quello che aveva detto era vero.

FUTILITA’, INSIGNIFICANZA E IMPERMANENZA

Ciò che produce inutile sofferenza non è la futilità, l’insignificanza e l’impermanenza dei sogni ma il non riconoscimento o la negazione della futilità, insignificanza e impermanenza del mondo dei sogni – tra cui rientra il mondo di tutti i giorni.

‘Futilità, insignificanza e impermanenza’ rappresentano l’insegna (invisibile) prima dell’ingresso in qualsiasi sogno e ovviamente dovrebbero rappresentare anche l’insegna di questo mondo.

Il mondo – oserei dire l’universo – è all’insegna della futilità, dell’insignificanza e dell’impermanenza.

Peccato che la mente umana, prima di fare ingresso in questo mondo, si sia dimenticata di leggere l’insegna ‘futilità, insignificanza e impermanenza’.

Jed McKenna (Spiritual Enlightement, The Damnedest Thing)