DIPLOMA DEL RISVEGLIO

Il Risveglio non è come il diploma delle superiori che serve per iniziare l’università, e neanche come la laurea universitaria utile soltanto per entrare nel mondo del lavoro.
Il Risveglio è il diploma finale!
Tutti gli altri diplomi (meditazioni profonde, espansioni di coscienza, siddhi, poteri spirituali, esperienze mistiche) sono esamini intermedi, tra l’altro neppure indispensabili per ottenere il diploma finale.
Dopo di quello niente più esami, niente più ricerche esoteriche o inseguimenti di Sacri Graal, niente più battaglie pro ‘Luce’ e contro ‘Oscurità’.
Con quel diploma puoi andare nel mondo e fare qualsiasi cosa tu voglia pur sapendo che ciò che fai non ti serve a niente.
Questo diploma non ti abilita a fare di più bensì ti abilita a non fare più niente nel mondo dei sogni, cioè nel mondo di tutti giorni.
Dal punto di vista della gente comune questo diploma è disabilitante.
Dal punto di vista del saggio questo diploma è strabiliante!
 
(Jed McKenna)
P.S.
Ovviamente non c’è nessun ‘individuo’ a ritirare tale diploma….
L’io può sventolare tutti i diplomi tranne questo, quello più importante.

TRADURRE = TRADIRE

-.

Tradurre -> Tradire
Traduzione -> Tradizione

Tradurre l’esperienza diretta in pensieri o parole significa tradire l’esperienza stessa.
Le Tradizioni sono una forma di tradimento – traduzione di ciò che non è traducibile.

Più è sacra la Tradizione in cui hai fede, più è forte il tradimento in cui sei coinvolto.

Quando pensi stai traducendo e di conseguenza tradendo.
Siamo abituati a tradire tutto e tutti proprio perché pensiamo continuamente a tutto e tutti.

Prova a non tradire… Prova a non tradurre.
O per lo meno prova a non credere più alle traduzioni (tradizioni e tradimenti) della tua mente.

(ZeRo)

PANTOMIMA UMANA

Quando vedi lucidamente la pantomima umana e ne riconosci i meccanismi sottostanti, ti rendi conto che non devi più essere il padre perfetto, la madre premurosa, il figlio educato, lo studente modello, il lavoratore instancabile, l’amante passionale, l’amico simpatico, l’opinionista di facebook, il terapeuta miracoloso, il praticante disciplinato, il discepolo devoto, il maestro compassionevole.

Lascerai lentamente andare il copione che ti hanno insegnato a recitare, poi passerai un po’ di tempo improvvisando qualche altro ruolo marginale che ancora non hai recitato, infine smetterai di fingerti ciò che non sei e ti defilerai in punta di piedi dal teatrino umano, osservando con leggero distacco e un pizzico di stupore l’intera sceneggiatura in cui prima eri completamente coinvolto.

(ZeRo)

INFINET… il gioco dove un Sé illimitato può sperimentare la propria limitatezza


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Storiella di Jed McKenna circa due Esseri illimitati (Sé Infiniti) che inventano uno stratagemma per sperimentare la limitatezza di un corpo finito.

La parte centrale e finale del racconto è stata riadattata da ZeRo (autore di questo blog).

Un giorno una coppia di Sé Infiniti iniziano una curiosa conversazione…

“Sai, stavo pensando…”

“Per piacere non farmi preoccupare. Sai cosa ha detto il capo l’ultima volta dell’inutilità del pensare o del preoccuparsi…”

“Non preoccuparti. Questo è diverso.”

“Ok.”

“Stavo pensando che voglio andare a GLP stanotte.”

“Dove?”

“Al Gran Luna Park.”

“Tutto qui? Ci sei su! Tutti i diversi giochi e le attrazioni…”

“Si, ma stanotte voglio limitarmi per bene; voglio legarmi una mano dietro la schiena mentre gioco a freccette.”

“Cosa?”

“Non sono stato chiaro? Ho detto che voglio legarmi una mano dietro la schiena mentre gioco a dardi.”

“Ti ho sentito perfettamente; ma non ha senso. Perché vorresti fare questo?”

“Beh, continuo a far scoppiare tutti i palloncini ogni volta portandomi a casa l’ennesimo pupazzo. Ora il mio armadio ne è pieno.”

Cos’altro puoi aspettarti quando hai poteri infiniti, saggezza infinita, abbondanza infinita…”

“Ma voglio sperimentare qualcosa di un po’ diverso – più stimolante forse. Un gioco dove vinci tutte le volte può essere un po’ noioso.”

“Così lancerai le frecce con una mano legata dietro la schiena?”

“Si, ho pensato almeno di provarci.”

“Questo lo devo vedere…”

Il giorno dopo…

“Sai, stavo pensando…”

“Oh, no, ci risiamo con i pensieri.”

“Lanciare i dardi con una mano legata alla schiena non è un granché. Continuo a far scoppiare ogni palloncino, e ora ho un secondo armadio pieno di pupazzi.

Così stanotte mi legherò entrambe le mani dietro la schiena.”

“Come lancerai le frecce con entrambe le mani legate dietro la schiena?”

“Non lo so ancora; come hai detto ho potere infinito e infinita saggezza, così, risolverò.”

“Questa cosa non funzionerà, lo sai… non ci sono limiti!”

“Si, lo so. Ma ci dovrà essere un modo per autolimitarsi…”

“Un modo per far cosa?”

Un modo per sperimentare come sarebbe a non essere così… infiniti, perfetti… sempre.”

“Non ti seguo…”

 

“Intendo, eccoci qui, con gioia infinita, potere infinito, saggezza infinita, abbondanza infinita, ed infinito e incondizionato amore… Siamo proprio così… così perfetti. Bene, forse voglio provare come sarebbe mancare un palloncino o due una volta ogni tanto – per sperimentare come sarebbe non essere così infiniti, solo per divertirsi.

Vorrei sperimentare la frustrazione, l’insoddisfazione, la scontentezza.

Sai, forse apprezzerò ancora più la mia natura infinita, quando conoscerò come si sente l’opposto.

“Ma non è possibile.”

“Cosa non è possibile?”

Non essere infinito, intendo, non è possibile perché questo è chi siamo…. Esseri infiniti. Non è possibile essere non infinito.”

Forse no. Almeno per noi, non direttamente. Ma cosa accadrebbe se creassimo un nuovo gioco, e creassimo un giocatore che lo gioca per noi?”

“Continuo a non seguirti…”

“Conosci il Tunnel dei Sogni, dove al Luna Park sperimentiamo quelle fantastiche immagini da tutti i bellissimi universi immaginari?”

“Oh, si. E’ una delle mie giostre favorite. Mi piace specialmente la musica che l’accompagna! Cantala con me…”

“Non canto adesso. Sto provando ad avere una conversazione seria con te circa il creare un nuovo gioco, dove possiamo sperimentare come sarebbe essere limitati invece di così maledettamente infiniti e perfetti tutto il tempo!”

“Oh siamo seri, vero? Bene, come ho detto non è possibile. Grazie alla nostra onniscienza sapremmo sempre che siamo infiniti, così il gioco non funzionerebbe.”

“Hai ragione, non è possibile per noi limitarci, questo è il motivo per cui contino a far scoppiare tutti i palloncini indipendentemente da quel che faccio. La mia consapevolezza precede qualsiasi azione, qualsiasi evento.

È proprio per questo che dobbiamo creare un’attrazione dove noi non entriamo veramente in essa ma possiamo comunque a giocarci.”

Quanto sarebbe divertente, se noi siamo fuori e il giocatore dentro? Non avrebbe il giocatore invece tutto il divertimento?

E se è il giocatore a giocare, come potremo avere l’esperienza?”

“Non mi segui. Il giocatore non può fare nulla. Si muove solo grazie alla connessione con noi. Connessione di cui lui deve essere ignaro.”

“Intendi che i giocatori rimarranno connessi a noi come noi siamo sempre connessi con InfiNet?”

“Si, molto simile a questo; e il giocatore ci invierà indietro le sue emozioni tramite quella connessione, mentre è limitato, così potremo sperimentare quelle sensazioni indirettamente.”

“Lasciami vedere se ho capito…. Vuoi creare qualcosa simile ad un video gioco, con un giocatore che tu farai passare per varie esperienze, nelle quali reagirà come essere limitato, così da mandare indietro le proprie sensazioni durante queste esperienze di come ci si sente a non essere infinito.”

“Esatto!”

“Devo ammettere che potrebbe essere divertente ed interessante. Ma come creerai queste esperienze limitanti per il tuo giocatore?”

“Oh, questa è la parte facile. Andrò al Campo e collasserò qualche funzione d’onda per fare qualche ologramma.”

“Il Campo? Sei sicuro che il Capo approverebbe l’utilizzo del Campo per creare un gioco dove l’obiettivo sono la limitazione anziché l’espansione?”

“Perché no? Sai che il Capo non considera un’esperienza “migliore” o “peggiore” di un’altra. Tutte le esperienze sono uguali. E il Capo ha creato il Campo – il cui nome completo, giusto per ricordartelo, è il Campo delle Infinite Possibilità – per offrirci infinite possibilità di giocare, che devono includere la possibilità di sperimentare la limitazione al pari dell’espansione. Giusto?”

“Un punto a tuo favore. Ma pensi veramente di poter creare un gioco olografico così reale che il giocatore sarà così convinto di essere limitato da reagire con sensazioni che potrai sperimentare?”

“Beh, ho qualche dettaglio su cui lavorare, ma non ti sembra una favola?”

“Non so se sia una favola…. Forse più un film comico. Ma assolutamente molto creativo. Non sono ancora convinto che sia possibile limitare il potere limitato o la saggezza, quindi fammi sapere come farai…”

“Ho un prototipo.”

“Per cosa?” Continua a leggere INFINET… il gioco dove un Sé illimitato può sperimentare la propria limitatezza